Evan Rachel Wood, la Dolores Abernathy in Westworld

Evan Rachel Wood è un’attrice americana nata a Raleigh il 7 settembre del 1987. La Wood è figlia d’arte, sia il padre che madre infatti hanno fatto parte del mondo del cinema, e da giovanissima ha cominciato la sua esperienza come attrice di teatro, decidendo poi di prendere parte ad alcuni provini per delle serie tv.

Evan Rachel Wood: i primi passi di un’attrice

I primi tentativi non vanno bene fino a quando non viene scritturata per interpretare personaggi di alcune serie televisive, in questo modo viene notata da produttori e registi e inizia a recitare per il grande schermo, interpretando ruoli minori.

ll tanto ambito successo arriva con la pellicola del 2003 Thirteen, che gli permette di ottenere diverse nomination tra cui – la più prestigiosa – quella al Golden Globe come Miglior attrice in un film drammatico.

Attualmente è impegnata in una serie televisiva fantascientifica/western americana, Westword. La Wood interpreta il ruolo di Dolores Abernathy un robot, o come li definiscono nella serie, un host.

Dolores (alias Evan Rachel) è una giovane che scopre la menzogna sulla quale si regge la sua esistenza: essere programmata per vivere in un determinato modo. Il suo è un temperamento cordiale che con il passare del tempo, nel corso degli episodi e delle stagioni si trasformerà diventando vendicativo e ambizioso.

Vita privata di Evan Rachel Wood

Nel 2005 la Wood inizia una relazione con il collega James Bell incontrato in occasione delle riprese del video-clip di Wake me up when september ends, nota canzone della band californiana Green Day. In quell’occasione Evan e James hanno interpretato i ruoli di una giovane coppia di fidanzati alle prese con un allontanamento forzato, a causa dell’imminente partenza del ragazzo chiamato a combattere nella guerra in Iraq.

Dopo questa breve esperienza lavorativa i due hanno continuato a frequentarsi fino al 2006 quando hanno interrotto la loro storia d’amore.

Nel 2007 Evan e Marilyn Manson rendono pubblica la loro relazione che vivrà alti e bassi con una prima separazione nel 2008, seguita da una riconciliazione ed una definitiva rottura nel 2010.

Durante la relazione con il famoso ed eclettico cantante statunitense la Wood è stata una musa ispiratrice che ha portato alla creazione e all’incisione del brano Heart-Shaped Glasses. Nel video-clip della canzone la protagonista era proprio la giovane fidanzata di Manson che, in quell’occasione, fece registrare il record come attrice più pagata per un video musicale.

Dopo la rottura con il cantante, la Wood riprende a frequentare il suo ex James Bell. I due giovani attori americani si poseranno il 30 ottobre del 2012 e l’anno successivo daranno alla luce il loro primo e unico figlio. Purtroppo il ritorno di fiamma tra i due è destinato a finire, così nel maggio del 2014 la coppia annuncia la fine del matrimonio.

Nello stesso anno Evan Rachel Wood dichiara di essere bisessuale, ufficializzando la relazione con l’attrice Katherine Moenning. La storia durerà fino al 2017. Poco dopo la Wood inizierà una nuova storia d’amore con il cantante Zach Villa.

Evan Rachel Wood: il tentativo di suicidio e il ricovero in una clinica psichiatrica

In una lunga intervista la Wood ha dichiarato di aver tentato il suicidio all’età di 21 anni e di essersi fatta ricoverare in un clinica psichiatrica. La rivelazione, della oggi 31enne attrice statunitense, è avvenuta mediante un articolo di giornale pubblicato sul Nylon.

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Il testo dell’articolo è stato scritto direttamente dalla protagonista della vicenda che ha raccontato nei minimi dettagli di come sia arrivata al tentativo di suicidio, a causa di una disturbo post traumatico legato ad alcune violenze, anche di carattere sessuale, subite prima dei vent’anni.

Il ricovero è avvenuto in modo spontaneo e la Wood ha voluto, con questo suo intervento, incoraggiare tutte le persone che vivono momenti difficili. La bellissima attrice ha ricordato che la depressione è una malattia e non una debolezza.

Evan si è poi soffermata sul primo giorno in clinica, sul rapporto che si è creato con i medici ma soprattutto con gli altri pazienti ricoverati ed infine ha parlato della paura provata quando è arrivato l’ultimo giorno di ricovero e di terapia, l’ansia nel dover tornare alla vita di tutti i giorni, pensando di non farcela e di sentirsi sola.