ydney Sweeney è tornata al centro di una polemica internazionale, la seconda in poco più di un anno. Questa volta il motivo è una campagna pubblicitaria per Novig, piattaforma statunitense di scommesse sportive, che ha scatenato la reazione di atlete e federazioni sportive di tutto il mondo.
Cos’è successo
Lo spot, dal concept “Just Sports”, mostra l’attrice mentre passa da una disciplina all’altra — basket, football americano, tennis, hockey, golf — coprendo il corpo con l’attrezzatura sportiva del momento: un pallone, una mazza, una racchetta. Il tono, volutamente ironico e provocatorio, gioca su un’estetica sensuale che ha immediatamente acceso il dibattito online.
Sydney Sweeney non è una semplice testimonial: secondo quanto riportato, è anche partner strategica della società e ne detiene una quota. L’attrice ha dichiarato di aver partecipato direttamente alla costruzione del progetto, con l’obiettivo di unire leggerezza, sicurezza in sé e umorismo.
Le accuse: “Un passo indietro per le donne nello sport”
La reazione più dura è arrivata dal mondo dello sport femminile. Diverse atlete olimpioniche e campionesse internazionali hanno criticato la campagna, sostenendo che riduca ancora una volta lo sport praticato dalle donne a un pretesto per sessualizzarne il corpo. Tra le voci più nette quella della pallanuotista Tilly Kearns, medaglia d’argento olimpica.
Il punto sollevato da molte delle critiche non riguarda la nudità in sé, quanto uno schema che si ripete da anni: qualunque sia l’ambito in cui una donna eccelle, quello che sembra contare agli occhi del pubblico resta quanto risulti attraente, più delle sue competenze o dei suoi risultati. A rendere la vicenda ancora più controversa, secondo chi contesta lo spot, è il fatto che a beneficiarne non sia la promozione dello sport in sé, ma quella delle scommesse sullo sport.
Come forma di risposta, alcune sportive — tra cui la ginnasta Gracie Kramer, la velocista Bree Rizzo e la nuotatrice olimpica Lani Pallister — hanno pubblicato sui social video dei propri allenamenti, competizioni internazionali e premiazioni, come contrappunto silenzioso alla polemica.
La replica di Sydney Sweeney
L’attrice non è sembrata scomposta dalle critiche. Ha risposto pubblicando sui propri social alcune copertine storiche della rivista sportiva americana dedicate ad atlete e atleti ritratti senza veli, tra cui una di Serena Williams, con l’intento di sostenere che la nudità nel racconto del corpo sportivo non equivale automaticamente a uno svilimento.
Non è la prima volta che Sweeney affronta così una polemica: nella primavera del 2025 era stata protagonista di un’altra campagna molto discussa, quella per il marchio di jeans American Eagle, basata su un gioco di parole tra “jeans” e “genes” che era stato letto da una parte del pubblico come un riferimento a temi di eugenetica e supremazia bianca, scatenando un acceso dibattito politico negli Stati Uniti. Anche in quel caso l’attrice aveva minimizzato, insistendo sul fatto che si trattasse semplicemente di una pubblicità di jeans.
Perché continua a succedere
Tra addetti ai lavori circola ormai una lettura ricorrente: Sydney Sweeney sarebbe diventata, per i brand, il nome a cui rivolgersi quando si cerca visibilità attraverso la controversia. Una strategia che sembra coerente con l’immagine pubblica che l’attrice sta costruendo attorno a sé, campagna dopo campagna.
Resta da vedere se la polemica avrà conseguenze concrete sulla partnership con Novig o si esaurirà, come già accaduto in passato, nel ciclo delle notizie di qualche settimana.
Domande frequenti
Cos’è Novig? Una piattaforma statunitense di scommesse e pronostici sportivi, di cui Sydney Sweeney è testimonial e, secondo quanto riportato, anche socia.
Perché lo spot di Sydney Sweeney per Novig ha scatenato polemiche? Diverse atlete e federazioni sportive lo hanno criticato ritenendo che sessualizzi il corpo femminile nello sport a beneficio della promozione delle scommesse.
È la prima polemica per una pubblicità di Sydney Sweeney? No. Nel 2025 era già stata al centro delle critiche per la campagna del marchio di jeans American Eagle.
